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Gemini di Google non sarebbe così rivoluzionario come si vuole far credere, secondo Bloomberg

L’annuncio di Google sul suo nuovo modello linguistico, Gemini, ha sollevato un velo di curiosità e scetticismo. Sebbene il video promozionale promettesse prestazioni straordinarie, alcune indagini e osservazioni hanno messo in luce discrepanze significative tra quanto mostrato e le reali capacità del sistema. Stando a fonti eminenti, molto attente, le sua potenzialità sarebbero inferiori a quanto descritto.

La verità dietro il video promozionale di Gemini: tutto fumo e niente arrosto?

Durante la recente presentazione di Gemini, Google ha colpito il pubblico con un video che mostrava le presunte capacità avanzate del suo nuovo modello linguistico di intelligenza artificiale. Tuttavia, non è passato molto tempo prima che alcuni media, tra cui Bloomberg, iniziassero a dubitare dell’autenticità di queste prestazioni.

Nel video, Gemini sembrava capace di interpretare istantaneamente una serie di gesti, tra cui il gioco di sasso, carta e forbici. Tuttavia, come emerso successivamente, per ottenere risposte accurate da Gemini, è necessario mostrare tutti e tre i gesti e fornire domande guida specifiche. Questo suggerisce che il processo effettivo è più complicato e meno intuitivo di quanto fosse stato inizialmente rappresentato.

Il video “incriminato”

Le accuse di aver “abbellito” le reali capacità della rete neurale hanno sollevato dubbi sulla trasparenza e l’onestà di Google nel presentare le proprie innovazioni. Secondo alcuni dipendenti di Google, che hanno preferito rimanere anonimi, il video dimostrativo non rifletteva fedelmente le capacità reali di Gemini. Questo punto di vista è stato ulteriormente confermato da Eli Collins di Google DeepMind, che ha ammesso che alcune delle funzionalità dimostrate, come il disegno dell’anatra, sono ancora a livello di ricerca e non completamente integrate nel prodotto.

Nonostante queste rivelazioni, Google sostiene che il video fosse destinato a essere una rappresentazione semplificata delle capacità di Gemini per motivi di intrattenimento e chiarezza. La descrizione del video su YouTube, infatti, ammette che la presentazione era stata abbreviata per questi scopi.

Durante un test condotto con Gemini attraverso il chatbot Google Bard, i giornalisti hanno notato che le capacità del nuovo modello IA non si discostavano significativamente da quelle di GPT-3.5. Questo pone interrogativi sull’effettivo progresso tecnologico rappresentato da Gemini rispetto ai modelli esistenti.

Le tre varianti di Gemini

Esistono tre versioni della rete neurale: Ultra, Pro e Nano. Il primo è progettato per funzionare nei data center e nelle applicazioni aziendali, il secondo è focalizzato su Bard e altri servizi Google e Nano è progettato per il lavoro offline su Android. Quest’ultimo è già stato annunciato per Pixel 8 Pro. Come esempio del suo utilizzo, Google ha mostrato il riepilogo delle informazioni dalle registrazioni vocali.

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Gianluca Cobucci
Gianluca Cobucci

Appassionato di codice, lingue e linguaggi, interfacce uomo-macchina. Tutto ciò che è evoluzione tecnologia è di mio interesse. Cerco di divulgare la mia passione con la massima chiarezza, affidandomi a fonti certe e non "al primo che passa".

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