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Carenza dei chip: l’Europa sta sbagliando strada secondo gli analisti

Abbiamo ampiamente parlato della carenza dei chip qualche giorno fa. La situazione è abbastanza nera e non si riprenderà prima del 2022. Le cause scatenanti sono molteplici e i rimedi ci sono, ma sono purtroppo tutte soluzioni a lungo e lunghissimo termine. Ieri, secondo Reuters, il rapporto del think tank tedesco Stiftung Neue Verantwortung (SNV) ha affermato che i prossimi passi dell’Europa in questo senso sono sbagliati. Andiamo a vedere del dettaglio a cosa si riferisce.

I piani dell’Europa per far fronte alla carenza dei chip sono errati: bisogna concentrarci su sviluppo e non sulla costruzione delle fabbriche

Andiamo con ordine. Ad inizio marzo avevamo affrontato il discorso di come l’Unione Europea vuole combattere la crisi dei chip e dei microprocessori. Secondo l’accordo chiamato Digital Compass, si prevede che una quota di microchip sia prodotta in Europa in modo tale che i paesi che ne fanno parte non solo potranno acquistarli a prezzo inferiore, ma potranno anche staccarsi dalla “morsa” asiatica e statunitense. Questa è senz’altro una cosa buona che permetterebbe anche un minimo d’autonomia, ma secondo alcuni analisti ciò è sbagliato.

L’autore del rapporto Jan-Peter Kleinhans ritiene che il nuovo obiettivo della leadership dell’UE di raddoppiare la quota della produzione globale di semiconduttori entro il 2030 sia destinato al fallimento, perché il blocco non ha un mercato significativo per questi prodotti. In sostanza la questione è: se l’Europa non è già all’interno del circuito, come prevede di venderli? L’appunto è giusto in quanto non è plausibile che UE li fabbrichi solo per utilizzarli “lei” (ovvero le aziende all’interno dell’Unione).

Ma qual è il punto debole della strategia europea? Kleinhans afferma che, a differenza degli Stati Uniti e dell’Asia, l’Europa non dispone di un’industria di progettazione di chip significativa per giustificare i costi di creazione di una mega fabbrica.

“Il volume disponibile semplicemente non è sufficiente per riempire la fabbrica.Ciò significherebbe che un’impresa nell’UE dovrà attirare clienti stranieri, il che è altamente improbabile”

Jan-Peter Kleinhans di Stiftung Neue Verantwortung

I leader del settore dei chip TSMC e Samsung stanno già pianificando investimenti negli Stati Uniti per servire colossi come Qualcomm o Nvidia, che si affidano a produttori a contratto per i loro prodotti.

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Gianluca Cobucci
Gianluca Cobucci

Appassionato di codice, lingue e linguaggi, interfacce uomo-macchina. Tutto ciò che è evoluzione tecnologia è di mio interesse. Cerco di divulgare la mia passione con la massima chiarezza, affidandomi a fonti certe e non "al primo che passa".

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