Recensione Xiaomi Mi A2 – E’ lui il vero best buy Android One?

E’ finita l’esperienza #MiExplorers, che mi ha permesso di partecipare in prima linea alla presentazione ufficiale dello Xiaomi Mi A2 e Mi A2 Lite, svoltasi a Madrid. E’ arrivato quindi il momento di parlarvi del nuovo device che abbraccia il progetto Android One, quindi nessun fronzolo a livello software ma un focus su prestazioni anche a livello fotografico. Scopriamo quindi insieme Xiaomi Mi A2 nella nostra recensione.

La fortuna di aver partecipato all’evento di Madrid è stata quella di aver potuto mettere subito mano al nuovo smartphone, tanto che il nostro CEO Simone, ha effettuato per voi l’unboxing della confezione di vendita direttamente dall’aeroporto, mentre era di ritorno verso casa, ed il contenuto è così ripartito: smartphone, cover in silicone morbido colore fumè, caricabatteria con plug europeo ed uscita da 5V / 2A, cavo per la ricarica ed il trasferimento dei dati USB Type-C, spillo per la rimozione del carrello SIM, manuale rapido ed infine adattatore Type-C / Jack da 3.5 mm per auricolari.

In molti ricordano di certo il “vecchio” Mi A1 da cui vengono riprese le linee curve ed il design in generale donando un apsetto generale premium grazie ad un corpo interamente realizzato in metallo in cui vengono inserite in modo quasi artistico, le bande per le antenne, nei profili superiore ed inferiore. Un look decisamente elegante che viene interrotto sul posteriore da un sensore per impronte digitali ed una dual camera piuttosto sporgente, per cui andando a poggiare Mi A2 su una superficie piana, i movimenti “ballerini” della situazione saranno ahimè presenti. Fortunatamente il tutto si risolve con l’adozione della cover in dotazione che in parte aiuta anche in relazione alla scivolosità del terminale.

Parlando rapidamente del sensore d’impronte digitali posso affermare che l’ho trovato sempre reattivo e preciso ma soprattutto ho trovato perfetto il posizionamento sulla scocca, quasi a filo di essa. Purtroppo questo si limita alla sola funzione di sblocco, infatti mancano funzionalità ad esso dedicate come lo scatto di una foto oppure le gestures, ad esempio quello di abbassare la tendina delle notifiche. Insomma i primi limiti dell’esperienza stock di Andoid vengono subito a galla.

mi a2

Ma tornando al design dello Xiaomi Mi A2, questo si consolida con dimensioni di 158,7 x 75,4 x 7,3 mm per un peso di 168 grammi mentre i profili sono decisamente arrotondati restituendo la sensazione di avere tra le mani un dispositivo dalla buona qualità costruttiva. E proprio sui profili troviamo sulla destra il tasto power ed il bilanciere del volume anch’essi realizzati in alluminio, superiormente invece trovano sede il secondo microfono per la riduzione dei rumori ambientali ed il trasmettitore IR. Inferiormente in modo simmetrico tra loro trovano spazio il microfono principale, l’ingresso Type-C per la ricarica con supporto OTG e che tramite adattatore in dotazione permetterà di veicolare il suono sfruttando i propri auricolari preferiti. Inoltre a livello software, proprio come in MIUI, abbiamo la possibilità di regolare alcuni parametri in base al tipo di auricolari e/o cuffie Xiaomi inserite, ma che sfruttiate o meno la funzione, posso dire che il suono restituito è davvero ottimo.

Ed il suono ha una buona resa anche dallo speaker di sistema posto accanto l’ingresso Type-C, seppur alcune mancanze sulle tonalità basse risultano piuttosto evidenti mentre il livello di volume è assai generoso, anche troppo almeno a livello di notifiche. Infine sul profilo sinistro troviamo il carrello per le SIM, per l’esatteza due in formato nano. E qui troviamo un grosso limite, infatti non vi è possibilità di espandere la memoria interna tramite micro SD, il che considerando la versione da 32 GB è una sciagura. Infatti dei 32 GB a disposizione al primo avvio 13,78 GB saranno occupati dal sistema operativo, quindi a conti fatti poco meno di 20 GB rimangono a disposizione dell’utente. A livello di SIM entrambe possono sfruttare la connettività 4G ma non contemporaneamente, con supporto alla banda 20, ma ad essere onesti non ho trovato al massimo la ricezione del segnale. Infatti ho più volte potuto constatare un segnale quasi dormiente in standby, che pertanto ha limitato anche la ricezione delle notifiche, quest’ultime recapitate tutte insieme al risveglio del display. E’ risultata invece buona la ricezione delle chiamate sia in entrata che in uscita con resa audio più che discreta.

Buona invece la velocità in navigazione, soprattutto se sfruttato il modulo WiFi 802.11 a/b/g/n/ac a doppia banda (2.4 / 5 GHz) con supporo al WiFi Direct, ma anche il Bluetooth 5.0 è risultato efficiente sia con speaker, auricolari e Mi Band 3, così come il GPS con fix rapidi e zero incertezze. E per chi ne è alla ricerca, vi dico che è assente il sensore NFC e la Radio FM, nemmeno sfruttando il trucchetto segnalato per MiA2 Lite.

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Ma parliamo del display, che non cede alla moda del momento, infatti non vi è traccia del notch e questo so che farà la felicità di molti. Xiaomi Mi A2 adotta un pannello IPS da 5,99 pollici in formato 18:9 con risoluzione Full HD+ (2160 x 1080 pixel), 403 PPI, rapporto di contrasto 1500:1 e lavorazione del vetro in 2.5D. La resa cromatica del pannello è decisamente di buon livello, forse risultano leggermente vividi i colori ma nulla di fastidioso, anzi tutto il contrario. Ottimi gli angoli di visione, così come la forbice di retroilluminazione garantisce una buona visibilità anche sotto la luce diretta del sole. Va segnalato però l’errata polarizzazione del display che pertanto limiterà l’utilizzo con occhiali da sole polarizzati, in quanto lo schermo sarà visibile solo in modalità orizzontale. E’ inoltre disponibile la Modalità Notturna ed il Display Ambient, che attiverà lo schermo alla ricezione di notifiche senza però possibilità di interagire con esse. Una funzione che personalmente non ho per nulla apprezzato e che trovo abbastanza inutile dal momento che sul frontale del Mi A2 è presente anche un LED monocromatico che svolge la stessa funzione.

Questo si trova nella cornice superiore al display dove trovano collocazione anche la capsula auricolare, la fotocamera selfie, un flash LED per migliorare la resa degli scatti in condizioni di scarsa illuminazione ed i vari sensori di prossimità e luminosità, quest’ultimo abbastanza reattivo ma tarato a ribasso. Nella cornice inferiore non troviamo alcun tasto fisico in quanto questi sono integrati a display, ma nessuna possibilità di nasconderli per sfruttare in pieno la superficie dello schermo, magari sfruttando le gestures (se non con soluzioni di tere parti). Un’altra evidente mancanza rispetto la MIUI.

mi a2

E visto che l’abbiamo accennata più volte, ossia la MIUI, per chi proviene dall’interfaccia proprietaria dell’azienda, quello che troverà su Xiaomi Mi A2 potebbe rivelarsi un colpo al cuore. Infatti sono troppe le mancanze che ora vi elenco: Dual Apps, Second Space, App Lock, Gestures Full Screen, Doppio Tap su schermo etc.., taratura della temperatura colore e contrasto per il display, possibilità di registrare lo schermo oppure le chiamate ed il vero Unlock Face. Perchè ho utilizzato il termine vero Unlock Face? Perchè quello fornito da Android One è più una scocciatura che una comodità, infatti non solo questo mi riconosce anche se tengo gli occhi chiusi ma a conti fatti non mi fa accedere direttamente alla Home, se non effettuando anche uno swipe in alto sul display.

Comprendo che chi si approccia ad un device Android One, apprezza particolarmente l’esperienza snella fornita dal software, che nel caso di Mi A2 si basa su Android 8.1 Oreo e patch di sicurezza di giugno. In realtà, un plauso devo farlo, perchè a distanza di poco più di una settimana ho già ricevuto un aggiornamento software che aggiorna il ivello patch di sicurezza al 5 agosto 2018 nonchè corregge dei piccoli bugs, che personalmente non ho riscontrato nel mio periodo d’utilizzo. Per il resto non c’è molto da dire, forse nulla, perchè Android One a conti fatti riduce al minimo l’esperienza utente che dovrà necessariamente utilizzare app di terze parti. Insomma già con Mi A2 Lite non ero rimasto soddisfatto del software e tanto meno lo sono con Mi A2, mettendomi in seria difficoltà sul consigliarlo, in quanto uno Xiaomi senza MIUI significa mettere a budget una serie di rinunce e compromessi.

Fortunatamente a livello prestazionale siamo al sicuro grazie all’ottimo processore fornito da Qualcomm, lo Snapdragon 660, octacore a 14 nm con struttura Kryo 260 con clock massimo fino a 2.2 GHz a cui si affianca la GPU Adreno 512, 4 GB di memoria RAM dual channel di tipo LPDDR4X e come detto prima 32 GB di memoria eMMC 5.1 non espandibile (esistono anche le varianti 4/64 GB e 6/128 GB). Tutto ciò si traduce in assenza di rallentamenti o lag di alcun genere: tutte le operazioni vengono svolte in modo fluido, nessun ritardo nell’apertura di app ed anche a livello di gaming la soddisfazione esperienzale è garantita anche con titoli del calibro di Real Racing 3 e PUBG, restituendo buoni dettagli grafici ed assenza di surriscaldamenti particolari. L’unica cosa che fa storcere il naso è la certificazione Widevine di tipo L3, che limiterà la fruizione di contenuti multimediali su piattaforme di streaming come Netflix, Amazon Prime e similari, a 480p.

 

Ma Xiaomi per il Mi A2 sembra aver puntato molto sulle performance fotografiche e video, una qualità che spesso fa pendere l’ago della bilancia sull’acquisto di uno smartphone piuttosto che un altro. Ed in questo caso Xiaomi riesce nell’impresa, dotando Mi A2 di una dual camera sul posteriore composta da un sensore primario Sony IMX486 da 12 megapixel, apertura f/1.75 e superficie pixel da 1,25 μm a cui si accoppia una seconda ottica da 20 megapixel con sensore Sony IMX376, apertura f/1.75 e superficie pixel da 2.0 μm. Da notare che l’ottica ausiliaria non svolge funzione di teleobiettivo ma servirà a regalare scatti con effetto bokeh davvero d’effetto (scusate il gioco di parole) catturando maggiori dettagli ma al tempo stesso permetterà di catturare più luce e quindi regalare foto più luminose in condizioni di scarsa illuminazione, sfruttando la tecnica “Pixel Binning 4 in 1”. Nel dettaglio la tecnica del Binning non fa altro che combinare il segnale raccolto da più pixel del sensore stesso per comporre una sorta di “super pixel” capace di simulare il comportamento di un pixel di dimensioni maggiori.

Devo dire di essere rimasto particolarmente sorpreso dalla resa di questo dual camera: scatti in modalità ritratto decisamente professionali seppur in alcune circostanze siano presenti delle sbavature, mentre le foto più tradizionali risultano ricche di dettagli ma soprattutto la resa cromatica è fedele all’originale e diventa un piacere scattare foto anche in combinata ai filtri messi a disposizione dal software, che risulta essere quello classico a cui siamo abituati con altri terminali Xiaomi. Troviamo inoltre l’HDR automatico mentre a livello video possiamo effettuare Slow Motion e Time Lapse oppure registrare con risoluzione fino al 4K a 30 fps ma se vogliamo usufruire della stabilizzazione a livello digitle EIS dobbiamo scendere al Full HD a 30 fps, la quale sembra svolgere bene il proprio lavoro. L’audio catturato sembra forse troppo enfatizzato verso la voce del “regista” e poco verso il suono d’ambiente ma nel complesso mi ha convinto, ricordando a tutti che stiamo sempre parlando di uno smartphone e non di una macchina professionale.

Ma vi ho accennato della tecnica del “Pixel Binning 4 in 1”, ossia vengono prelevati quattro pixel della stessa tonalità di colore per comporre un super pixel del medesimo colore. Beh possiamo notare la differenza tra uno scatto normale ed uno con questa tecnica usufruendo della modalità manuale che ci permetterà di decidere con quale ottica scattare. Per quanto sia presente il rumore di fondo , gli scatti restituiti con poca luce sono d’impatto. Una cosa che invece non ho capito è il fatto che l’azienda asserisce per Mi A2 ad una dual camera AI, ma personalmente non ho trovato funzioni espresse dall’intelligenza artificiale, se non quelle tangibili come la segmentazione semantica.

Sul frontale invece possiamo beneficiare di un’ottica con sensore Sony IMX376 da 20 megapixel, apertura f/2.2 e superficie pixel da 2.0 μm. Anche in questo caso ritroviamo la tecnica del “Pixel Binning 4 in 1” che in combinata al flash LED permette di ottenere buoni scatti in notturna. Troviamo inoltre l’HDR automatico ma anche la modalità Ritratto, con risultati decisamente validi anche con poca luce.

Infine ci rimane l’aspetto legato all’autonomia che su Mi A2 è garantita da una batteria da 3010 mAh, un valore che sembra essere di poco conto ma che nell’utilizzo pratico permette di arrivare tranquillamente a sera ottenendo circa 3 ore di display attivo. Valori che forse indicano poco, perchè ribadisco tutto dipende dal reale utilizzo del device, infatti in alcune situazioni sono riuscito ad ottenere solo 1 ora e 44 minuti di display attivo con solo 6,5 ore di utilizzo. Quindi in parole povere, Xiaomi Mi A2 vi garantirà una classica giornata di utilizzo senza problemi, i miei valori sono del tutto sballati perchè faccio molto uso di tethering WiFi che decima le batterie di ogni device, considerando che con il caricatore in dotazione otterrete il pieno d’energia in circa 1 ora e 50 minuti, ma è supportato il Quick Charge 3.0.

CONCLUSIONI

Non vi è dubbio che tra Mi A2 Lite e Mi A2 è proprio quest’ultimo che consiglierei, risultando meglio ottimizzato sia a livello software che in generale rispetto il fratello minore. La proposta di Xiaomi per il progetto Android One si concretizza con uno smartphone equlibrato ed abbastanza efficiente in ogni situazione. Davvero di qualità inoltre le performance fotografiche e la resa del display, risultando forse uno dei migliori nella sua fascia di prezzo. Però le limitazioni software sono tante, per non parlare dell’assenza di espansione di memoria tramite micro SD, decisamente essenziale nella versione da 32 GB, che a questo punto penso rimarrà sugli scaffali a prendere polvere e basta a meno che non ci sia un calo di prezzo drastico.

A conti fatti Mi A2 potrebbe essere definito un best buy, ma nel panorama Android One, perchè nel mercato degli smartphone la concorrenza è davvero spietata e visto i prezzi ufficiali a cui viene proposto il device forse questo titolo viene un pò a perdere d’efficacia. Onestamente non capisco perchè Xiaomi si concentri tanto sul progetto Android One e semplicemente non metta in atto un piano di globalizzazione tramite MIUI, progettando fin da subito uno smartphone con supporto alla banda 20 e con software Global. Se siete comunque convinti all’acquisto vi conisglio di farlo presso lo store Gearbest.com, che riesce ad offrire questo terminale ed il fratello minore a prezzi vantaggiosissimi.

8.3 Punteggio totale
XIAOMI MI A2

Come per Mi A2 Lite esprimo il mio dissenso a livello software per Xiaomi Mi A2. Il progetto Android One sembra limitare le potenzialità che questo terminale ha in dote, ma se proprio siete degli amanti di un interfaccia pulita, snella (anche troppo) e puramente stock, allora Mi A2 potrebbe per voi essere un vero best buy... ma forse perchè ancora non conoscete la MIUI.

CONFEZIONE
9
DESIGN E MATERIALI
9
DISPLAY
9.1
HARDWARE
8.7
AUDIO E RICEZIONE
7.4
SOFTWARE
7
FOTOCAMERA
8.8
BATTERIA
8.3
ERGONOMIA
8.2
ESPERIENZA UTENTE
8.2
PREZZO
7.5
PROS
  • DISPLAY
  • PERFORMANCE
  • COMPARTO FOTOGRAFICO
CONS
  • SOFTWARE
  • PREZZO
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Da sempre appassionato di tecnologia ma molto timido. Ho provato a sconfiggere la timidezza prima aprendo un canale youtube e successivamente collaborando come articolista e recensore su alcuni blog per approdare definitivamente in xiaomitoday.it Scrivimi: [email protected]

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