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Recensione OnePlus 6 – Bello senz’anima

Tra i brand cinesi che in poco tempo sono riusciti a ricavare un posto nel cuore dei fans più tecnologici, oltre a Xiaomi troviamo anche OnePlus che fin dal primo modello ha saputo farsi apprezzare per il buon rapporto qualità/prezzo. Noi di Xiaomitoday.it abbiamo potuto apprezzare il modello 5T che aveva convinto critica e pubblico creando attese spasmodiche per l’ultimo nato, ossia il OnePlus 6 che si adegua alla moda del momento, adottando il notch sul display ma mantenendo alte le prestazioni. Oggi quindi scopriamo nella nostra recensione completa il OnePlus 6, grazie all’invio del sample da parte di Gearbest.com, che pertanto ringraziamo.

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La confezione di vendita è davvero enorme, come lo è il numero 6 stilizzato sulla copertina della scatola che contiene oltre al nostro OnePlus 6 anche il cavo per la ricarica e trasferimento dati USB Type-C, decisamente grazioso in quanto il filo è in colorazione rossa e le estremità a contrasto con colore bianco. Oltre a ciò troviamo il potente caricatore rapido Dash Charge con output 5V / 4A da 20 W (attacco cinese per cui dovrete dotarvi di un adattatore per presa europea), mentre in uno scatolotto che fa da “custodia” allo smartphone troviamo gli adesivi OnePlus (idea decisamente copiata da Apple), guida rapida multilingua (tranne l’italiano), un manuale utente in lingua cinese, lo spillo per l’estrazione del vano SIM ed una comoda cover di protezione in silicone di colore fumè, morbida nella parte centrale e semirigida lungo il profilo per meglio proteggere il device da piccoli urti.

oneplus 6

OnePlus 6 rispetto la precedente generazione si presenta con dimensioni di 155,7 x 75,4 x 7,75 mm per un peso di 177 grammi e se mentre la concorrenza insegue lo stile di iPhone X, OnePlus insegue quello di Samsung S9 Plus. Infatti sul retro realizzato in vetro (il nostro sample è il modello Midnight Black) troviamo una doppia fotocamera disposta verticalmente ma posizionata centralmente, verso la parte alta della scocca. Sotto di essa troviamo il Flash Led Dual Tone ed il sensore per le impronte digitali di forma ellittica e più piccolo rispetto le soluzioni proposte da altri brand, ma non per questo risulta meno affidabile o difficile da trovare, anzi lo sblocco tramite di esso è risultato sempre preciso e rapido anche con mani leggermente sudate. Immancabile il logo dell’azienda a caratteri lucidi per meglio risaltare, forse dalle impronte che come una calamita rimangono impresse sul retro, mentre a livello di ergonomia per me che provengo da uno Xiaomi Mi Max 2, questa è risultata buona ma per la maggior parte degli utenti invece le dimensioni ed il peseo potrebbero farsi sentire, anche se non ho ravvisato problemi dovuti a scivolamento in quanto il grip è molto buono. Non è presente alcuna certificazione d’impermeabilità ma l’azienda garantisce comunque una sorta di impermeabilità grazie ad una speciale schiuma utilizzata nell’intercapedine tra lo schermo e la batteria evitando infiltrazioni d’acqua nei circuiti, inoltre del materiale siliconico impermeabile viene utilizzato anche per la presa auricolari e nelle fessure intorno i pulsanti e scanner d’impronte. Insomma spruzzi d’acqua e leggere pioggia non sembrano scalfire OnePlus 6.

Decisamente apprezzabile il fatto che l’azienda abbia aggiunto uno strato aggiuntivo sotto il vetro Gorilla Glass 5 per giocare con i riflessi di luce e dare una sensazione di profondità, e creando un’effetto metallico. Sul profilo, invece realizzato in alluminio, troviamo il bilanciere del volume ed il carrello delle due SIM (entrambe in formato nano) senza espansione di memoria, posti nella parte sinistra mentre su quella destra trovano collocazione il tasto di accensione/spegnimento ed un tasto slider (non programmabile) che permette di cambiare in modo rapido da modalità suoneria, a vibrazione oppure silenzioso. La disposizione dei tasti è ben ottimizzata per agevolarne l’utilizzo ed a completare il design dei profili laterali troviamo degli inserti in plastica per agevolare la ricezione delle antenne integrate. Nella parte superiore del OnePlus 6 troviamo solamente il secondo microfono per la riduzione dei rumori ambientali mentre in quello inferiore trovano sede lo speaker di sistema di tipo mono, ingresso per la ricarica Type-C 2.0 con supporto OTG, il microfono principale e con sorpresa anche l’ingresso jack da 3,5 mm.

Sul frontale non troviamo alcun tasto fisico in quanto inseriti a display, con possibilità di poter essere invertiti tra loro via software oppure di essere disabilitati sfruttando le gesture a schermo che ne emulano le funzioni, quali indietro, home e task manager. Nella parte alta del display spicca un piccolo LED di notifica RGB, la capsula auricolare, sensore di prossimità e luminosità ed infine la camera selfie… ma notate niente di strano? Eh si questi ultimi elementi in OnePlus 6 sono stati inseriti all’interno della tanto discussa tacca, o meglio dire notch, che può essere “camuffato” a livello software, anche se a me personalmente non dispiace, anzi lo trovo molto elegante.

E visto che abbiamo menzionato il display, parliamo di lui, un pannello con lavorazione del vetro 2.5D con diagonale da 6,28 pollici e risoluzione Full HD+ (2280 x 1080 pixel) con form factor in 19:9 che copre l’84% della superficie a disposizione ed è protetto da un vetro Corning Gorilla Glass 5. La tecnologia adottata è di tipo AMOLED che di fatto restituisce molte soddisfazioni in termini di resa colore, per non parlare dei neri che risultano assoluti. Inoltre a livello software abbiamo la possibilità di settare la temperatura colore a seconda delle esigenze (supporto sRGB, DCI-P3), ed è presente la modalità lettura per diminuire le fastidiosi radiazioni della luce blu, ma abbiamo anche la possibilità di abilitare la funzione dell’Ambient Display che ci permette di avere a colpo d’occhio notifiche ed info generali senza dover accendere tutto lo schermo.

Buona la luminosità, davvero molto forte, che permette di leggere senza alcuna fatica i contenuti a schermo anche sotto la luce diretta del sole. Infine non manca la possibilità di animare il display con un doppio tap così come la regolazione automatica della luminosità lavora in modo impeccabile ma purtroppo il form factor in 19:9 implica delle incompatibilità con alcune app, le quali non verranno riprodotte a schermo intero ma in formato 16:9, ma questa è una pecca di tutti i dispositivi che adottano formati superiori a quelli tradizionali.

oneplus 6

Ma prima vi ho accennato al discorso del notch, che di fatto non implementa funzioni specifiche e particolari e quindi la scelta da parte dell’azienda è stata puramente a carattere estetico. Questo può essere camuffato a livello software ma in ogni caso quello che ho trovato problematico è relativo alla gestione delle icone delle notifiche, che di fatto hanno meno spazio a disposizione su cui disporsi per cui il sistema ci mostrerà solo le prime 3 e successivamente ci indicherà la presenza di altre tramite un pallino. Problema che non viene risolto nemmeno nascondendo il notch. Le notifiche dal menù a tendina vengono gestite in modo ottimale, permettendo alle stesse si essere posticipate, oppure di rispondere direttamente senza dover entrare nell’app predefinita. Infine aggiungo che io non disdegno questa tanto odiata tacca, ma ha senso inserirla così piccola?

Detto ciò passiamo all’essenza di questo OnePlus 6 che di fatto viene alimentato da un processore Qualcomm Snapdragon 845 octacore con clock massimo a 2,8 GHz e processo produttivo a 10nm al quale viene affiancato una GPU Adreno 630 e 8 GB di memoria RAM LPDDR4X e 128 GB di storage interno non espandibile di tipo UFS 2.1. Una dotazione di tutto rispetto che garantisce prestazioni al top anche sotto il lato gaming tanto che a livello software troviamo la funzione Gaming Mode, per migliorare ancor più le risorse dedicate ai giochi più esosi, migliorando la latenza e disattivando le notifiche che potrebbero infastidire le nostre sessioni di gioco che di fatto si traduce in una giocabilità senza alcuna perdita di frame con dettagli di altissimo livello. E’ quindi abbastanza intuibile il fatto che OnePlus 6 di fatto nelle operazioni quotidiane non da alcun segno di cedimento, lag o ritardi, riuscendo a gestire in memoria notevoli applicazioni risultando sempre scattante e fluido nell’utilizzo.

Benchmark

Peccato che forse l’azienda deve ancora ottimizzare tutto questo ben di Dio a livello hardware con il software, ad esempio per i consumi energetici. Infatti la batteria integrata da 3300 mAh ha autonomia discontinua, infatti in certi giorni sono riuscito ad arrivare a sera senza particolari problemi mentre altre volte dopo 9 ore di utilizzo sono dovuto ricorrere alla ricarica, e comunque performando a livello di schermo attivo durate ben lontane da quanto provato su altri smartphone. E’ vero abbiamo il supporto alla ricarica rapida tramite il caricatore Dash Charge che in circa 40 minuti riesce a regalarci il pieno d’energia, ma è pur vero che l’assenza della ricarica wireless non è da trascurare in un top di gamma. Insomma visto l’adozione della back cover in vetro e delle dimensioni decisamente generose dello smartphone, poteva tranquillamente essere inserita.

E quindi quel’è questo software che fa girare OnePlus 6? Di base abbiamo il sistema operativo Android 8.1 Oreo aggiornato alle patch di sicurezza di maggio 2018 personalizzato dall’interfaccia OxygenOS 5.1.6 che di fatto è una versione di Android Stock personalizzata con alcune funzioni come le gesture a schermo, il doppio tap per l’accensione del display oppure la possibilità di catturare screenshot estesi ed abilitare il tema scuro. Personalmente non ci trovo nulla di entusiasmante e soprattutto trovo notevoli mancanze che andranno per forza colmate con l’installazione di nuove applicazioni. Ad esempio nella calcolatrice non troviamo la funzione legata alla conversione di unità e valuta, presente invece in MIUI. Inoltre la reattività e la fluidità del sistema per forza di cose devono essere al top, visto che l’interfaccia di sistema risulta praticamente pulita e priva di identità. A conti fatti il OnePlus 6 è un banale smartphone Android dotato di buon hardware.

Un plauso all’azienda però glielo devo per due motivi, ossia per non aver installato alcun tipo di bloatware e soprattutto per aggiornare costantemente il software: considerate che nel giro di tre giorno ho ricevuto ben 2 aggiornamenti, tra cui l’ultimo che porta la novità della modalità ritratto anche per la camera anteriore. Ma prima di affrontare il tema fotografia e video vi dico che OnePlus 6 non si fa mancare nulla a livello di connettività in quanto troviamo presente un Bluetooth 5.0 con supporto aptX e aptX HD, WiFi a/b/g/n/ac a doppia banda (2.4 / 5.0 GHz) 2×2 MIMO e supporto al WiFi Direct, sensore NFC abilitato per i pagamenti, un modulo GPS / GLONASS / BeiDou / Galileo ma anche connettività LTE / LTE-A ossia 4G+ con modem di cat. 16 con supporto fino a 1 Gbps. Tante sigle e tanti numeri ma poi nella quotidianità quali sono i benefici?

Beh partiamo col dire che OnePlus 6 ha il supporto alla banda 20 LTE a 800 Mhz, quindi per molti potrebbe essere un plus avere una ricezione dati anche in determinate zone. In secondo luogo la ricezione del WiFi non l’ho trovata superiore ad altri modelli, anzi in certe situazioni ho dovuto spegnere e riaccendere l’interruttore sullo smartphone per riagganciare il segnale in modo perfetto. Anche a livello di GPS non ho riscontrato un’immediatezza nella ricezione dei satelliti, mentre nulla da eccepire a livello di navigazione che è risultata priva di incertezze e perdita del segnale. Anche lo switch tra il segnale 2G/3G/4G non è proprio fulmineo, occorre attendere sempre un pò prima di ottenere il massimo delle prestazioni.

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Invece molto buono è risultato l’audio in capsula durante le conversazioni telefoniche, così come buono è l’audio generale del sistema, con volume di buon livello e suono privo di distorsioni generali con buon bilanciamento in tutte le gamme di frequenza. Peccato che l’azienda non abbia dotato OnePlus 6 di uno speaker stereo, magari sfruttando la capsula auricolare come avviene per altri modelli di fascia più bassa, come Mi Max 2 di Xiaomi.

oneplus 6

Non ci rimane che affrontare il comparto fotografico che sul posteriore di OnePlus 6 si compone di un doppio modulo verticale di cui l’ottica principale monta un sensore Sony IMX519 da 16 megapixel, superficie pixel di 1,22 µm, apertura focale f/1.7 e dotata di autofocus DCAF e stabilizzazione sia digitale EIS che ottica OIS. Il sensore secondario invece è un Sony IMX376K da 20 megapixel, superficie pixel di 1,0 µm, apertura focale f/1.7 e dotata di autofocus PDAF e naturalmente non manca un flash LED Dual Tone. Possiamo registrare video con risoluzione fino al 4K a 60 fps, ma a questa velocità di frame sia in 4K che in Full HD non è attiva la stabilizzazione, e se lo è lavora decisamente male. In risoluzione 4K e Full HD a 30fps invece la stabilizzazione risulta presente e sembra svolgere un buon lavoro anche se nei pan orizzontali il movimento risulta scattoso. E parlando di video abbiamo la possibilità di sfruttare lo zoom ottico 2X (anche in modalità foto) che ci permette di avvicinarsi al soggetto senza perdita significativa di qualità, mentre se utilizziamo lo zoom digitale che si spinge fino ad 8X, il risultato è davvero disastroso.

Buona la possibilità di girare time lapse e slow motion in Full HD a 240fps oppure a 720p a 480fps con ottimi risultati. Tra le funzioni software invece troviamo a livello fotografico la modalità Panorama, l’HDR automatico, la possibilità di scattare foto in formato RAW (solo in modalità PRO), la modalità PRO che permette di settare ogni singolo parametro come ISO, bilanciamento del bianco, tempi di posa, il fuoco ed il contrasto. Possiamo decidere il formato foto scegliendo tra 4:3, 19:9 ed 1:1, abilitare la modalità bellezza che non si differenzia per risultati rispetto i modelli concorrenti ed infine la modalità Ritratto, ossia la possibilità di uno sfondo sfocato rispetto il soggetto inquadrato, con risultati davvero eccellenti. Infine possiamo decidere se abilitare la filigrana nelle foto, scattare foto automaticamente al rilevamento di un sorriso (modalità selfie) e se in modalità Ritratto salvare la foto anche in modo normale, ossia senza sfondo sfocato. A conti fatti la modalità ritratto di OnePlus 6 è la migliore che abbia provato fino ad ora su uno smartphone. 

Detta così sembra davvero tanta roba, ma a conti fatti il software è piuttosto semplice, infatti non troviamo alcun filtro. E se per i video mi sono in parte già espresso, e comunque vi invito a visionare i demo pubblicati sul canale YouTube, in cui sottolineo che l’assenza di una stabilizzazione a 60 fps che di fatto rende in un certo senso inutili i video girati con tale framerate e che alla fine non fa la differenza con i rivali. Inoltre la messa a fuoco a volte sembra tardare ad arrivare mentre il passaggio sembra morbido e piuttosto rapido. Per le foto i risultati sono decisamente superiore alla media, anche in condizioni di scarsa qualità anche se mi sarei aspettato qualcosa di meglio visto l’apertura focale delle ottiche.

Infine sul frontale troviamo un’ottica con sensore Sony IMX371 da 16 megapixel, superficie pixel di 1,0 µm, apertura focale f/2.0 e dotata di messa a fuoco fissa e stabilizzazione digitale EIS. In questo caso abbiamo la possibilità di registrare video in Full HD a 30 fps mentre l’ultimo aggiornamento software ha permesso di poter sfruttare la modalità Ritratto anche da questa camera con risultati altrettanto ottimi. Peraltro attraverso questa camera potremmo sfruttare la funzione dello sblocco col volto con risultati rapidissimi in quasi tutte le situazioni di illuminazione, anche scarsa ma non aspettavi lo sblocco al buio.

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Conclusioni

OnePlus 6 a mio avviso è un ottimo terminale ma senza una propria identità. A me personalmente non è riuscito a trasmettere nessuna emozione, un pò come quando corteggiate una bellissima ragazza, riuscite a farci l’amore, ma poi quando la frequentate un pò più assiduamente vi rendete conto che il vostro cuore non si scalda, insomma era solo sesso. Beh alla stessa maniera OnePlus 6 per me ha rappresentato una sorta di “sveltina tecnologica”. Con questo non significa che lo sconsiglio, anzi in virtù del prezzo e delle ottime prestazioni, attualmente quasi al vertice, fanno di OnePlus 6 uno smartphone da non sottovalutare: ottimo display, ottime prestazioni, performance fotografiche e video superiori alla media sono cavalli di battaglia che forse OnePlus non è riuscita ad elevare al massimo. Insomma senza tirarla per le lunghe, OnePlus 6 è uno smartphone che consiglierei a chi cerca prestazioni al top e non è interessato a funzionalità particolari a livello software, magari a chi abbandona i device Apple per avvicinarsi al mondo Android. Quindi se sei tra questi utenti o semplicemente non sei della mia stessa opinione, puoi effettuare l’acquisto attraverso lo store Gearbest.com che ringrazio nuovamente per l’invio del sample.

8.5 Punteggio totale
ONEPLUS 6

Lo smartphone proposto dall'azienda cinese arriva a pochi mesi dal lancio del modello 5T, e di fatto questo OnePlus 6 seppur porti con sè preziose modifiche non giustifica il passaggio da un modello all'altro. Per un top di gamma sono forse troppe le mancanze e poca l'emozioni che è riuscito a regalarmi. Ottimo hardware ed utilizzo quotidiano sono i suoi cavalli di battaglia, a cui forse però manca un fantino.

CONFEZIONE
9.4
DESIGN E MATERIALI
8.5
DISPLAY
9.6
HARDWARE
9.1
AUDIO E RICEZIONE
8.2
SOFTWARE
7
FOTOCAMERA
9.4
BATTERIA
6.8
ERGONOMIA
8.4
ESPERIENZA UTENTE
8.5
PREZZO
8.6
PROS
  • FOTOCAMERA
  • DISPLAY
  • SBLOCCO CON IL VOLTO FULMINEO ANCHE CON POCA LUCE
  • SLIDER PER PROFILI VOLUME
  • AGGIORNAMENTI SOFTWARE COSTANTI
  • PRESENZA JACK DA 3,5 MM
CONS
  • ASSENZA RICARICA WIRELESS
  • DURATA DELLA BATTERIA
  • AUDIO SOLO MONO
  • STABILIZZAZIONE SOLO A 30 FPS
  • CERTIFICAZIONE RESISTENZA ALL'ACQUA NON CERTIFICATA UFFICIALMENTE
  • RICEZIONE GPS/WIFI/4G SOTTOTONO
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Da sempre appassionato di tecnologia ma molto timido. Ho provato a sconfiggere la timidezza prima aprendo un canale youtube e successivamente collaborando come articolista e recensore su alcuni blog per approdare definitivamente in xiaomitoday.it Scrivimi: [email protected]

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