POCO F6 è uno smartphone che ha detta di molti è praticamente un best Buy o poco ci manca. Io vi parlerò di lui all’interno di questa recensione eliminando qualsiasi influenza da parte di altre recensioni, che personalmente non ho visto, raccontandovi di lui e portando le mie impressioni da utente comune. Detto ciò partiamo con la recensione di Poco F6.
Argomenti di questo articolo:
COSTRUZIONE, DESIGN E SUONO
Partiamo col dire che poco F6 è uno smartphone decisamente comodo anche se non parliamo di uno smartphone compatto (dimensioni 160,5 x 74,4 x 7,8 mm) ma a conti fatti nudo e crudo ha un peso di 179 grammi, il che lo rende davvero portatile in ogni condizione e maledettamente comodo da utilizzare. Questo perché comunque la forma un pò allungata ed appunto il peso abbastanza contenuto rispetto a quanto troviamo in circolazione, ci permette di maneggiarlo e utilizzarlo anche ad una singola mano. Certo rinunciamo a materiali Premium in quanto lui è costruito completamente in policarbonato ma a conti fatti abbiamo una migliore usabilità, anche perché l’impiego di vetro risulterebbe scivoloso, mentre qui la plastica aiuta proprio il grip ulteriormente aumentata tramite la cover fornita in dotazione.






Già, la dotazione di questo smartphone è ultra completa perché oltre alla già citata cover troviamo il cavo di ricarica e trasferimento dati, troviamo un potente caricatore da 90W, spillo per rimozione del vassoio SIM, manualistica ma anche una pellicola pre-applicata, il che significa che possiamo cominciare a utilizzare questo smartphone senza cacciare ulteriori Euro quindi, una volta fatta la spesa d’acquisto, lo tirate fuori dalla scatola e lo comincerete a utilizzare. Ditemi voi oggi come oggi quali sono quegli smartphone che vi offrono tutto il pacchetto necessario all’utilizzo senza dover sborsare ulteriori soldi. Peraltro l’utilizzo di materiali non Premium rende questo smartphone lontano dal timore che lo si rompa appena lo si guarda, contando su una plastica decisamente duratura e di ottima fattura. Al tatto la back cover è gradevole e dà un senso di un prodotto non è da pochi soldi.




Troviamo poi tutto il necessario a livello pratico di utilizzo nel quotidiano, infatti nel profilo superiore troviamo il trasmettitore a infrarossi, microfono secondario per riduzione fruscii in chiamata e troviamo il secondo speaker che unito a quello principale, posizionato sul lato inferiore, regala un suono stereo. Sempre sul lato inferiore troviamo poi l’ingresso USB Type-C con supporto OTG ma purtroppo niente uscita video e poi uno slot SIM in grado di ospitare 2 SIM in formato nano con connettività 5G, ma assente è l’espansione di memoria oltre che la E-SIM. Per quanto minima, troviamo la certificazione IP64.

Dicevo connettività 5G che ci garantisce una velocità di navigazione decisamente top anche se personalmente non ho sfruttato questa tecnologia in quanto per via dell’operatore mobile e per la zona dove vivo, ho sempre navigato in 4G+ e credetemi, questo smartphone vola in tutto e per tutto, non solo per la navigazione ma anche a livello di prestazioni generali. Tornando un attimino al discorso usabilità lui è comodo anche per lo sblocco, non solo tramite Unlock Face che riconosce il vostro volto anche in condizioni praticamente di luce scarsa ma soprattutto lo sblocco tramite impronte digitali, con sensore biometrico inserito sotto al display, è risultato comodo per via del posizionamento ma anche rapido ed affidabile. Peraltro a livello software avete la possibilità di aggiungere delle animazioni per lo sblocco dell’impronta in modo da rendere ancor più unica e appagante anche questa esperienza qui.




Come dicevo Poco F6 gode di un ottimo suono stereo, anche se ho trovato un leggero sbilanciamento di volume tra speaker superiore ed inferiore ma a conti fatti il suono è decisamente bello fluido e corposo, con ricchezza di bassi e soprattutto lo potete sfruttare anche in modalità vivavoce, ad esempio alla guida senza alcun problema, perché sentirete davvero benissimo così come sentirà benissimo il vostro interlocutore, grazie proprio ai microfoni integrati che personalmente ritengo i migliori provati su uno smartphone medio di gamma.



Il profilo sinistro è completamento liscio mentre quello destro da sede al tasti di accensione e spegnimento. Ottime le sensazioni anche in fase di scrittura grazie ad un’ottima vibrazione, secca e sufficientemente potente la quale a livello software può essere personalizzata ma troviamo anche la possibilità di registrazioni delle chiamate, il tutto però passa tramite dialer Google e quindi avrete sempre quella vocina fastidiosa che avverte il vostro interlocutore che state registrando. Nessun problema anche per quel che riguarda chiamate e ascolto di note vocali in quanto il sensore di prossimità per quanto sia virtuale e non fisico, qui su poco F6 lavora decisamente bene, con il display che si è sempre spento quando portavo lo smartphone in prossimità dell’orecchio.

HARDWARE E PRESTAZIONI
Poco F6 è un vero fulmine di guerra, un vero razzo, un petardo. Pensate che su AnTuTu lui totalizza circa 1,4 milioni di punti e per quanto i vari Benchmark vogliono dir tutto e non voglio dir nulla, qui il processore a 4 nanometri lo Snapdragon® 8s Gen 3, soluzione octacore a 3 GHz oltre ai 12 GB di memoria RAM
LPDDR 5X e i 256 GB di storage interno UFS 4.0, rendono il Poco F6 super reattivo in ogni circostanza. Non ho mai ravvisato alcuna incertezza e se consideriamo che per meno di €400 abbiamo delle prestazioni che vi fanno stare tranquilli per anni, decretare questo smartphone un best buy è sulla punta della lingua. Tutte le operazioni del quotidiano vengono svolte con disinvoltura ma potete abbracciare anche mondi che in genere sono sconosciuti su smartphone medio di gamma, come il gaming, infatti a livello software troviamo l’ottimizzazione WildBoost 3.0. Ogni operazione ve la portate a casa senza alcun problema e soprattutto senza alcun surriscaldamento, in quanto viene impiegatala tecnologia Liquid Cool 4.0 con IceLoop.




AUTONOMIA
Ma tante prestazioni penserete che vadano ad influire sull’autonomia e invece no, perché POCO F6 con una batteria da 5000 mAh riesce a garantirvi praticamente una giornata intera di utilizzo con un buon avanzo del 30/35% di carica residua. Quindi con un utilizzo un pò più basico potete portarvi a casa due giornate piene. Io personalmente partendo alle 7:30 del mattino sono arrivato praticamente a circa un 40% di carica residua con circa 3 ore e 40 minuti di schermo attivo. Questo smartphone non è un battery phone ma considerando le prestazioni, è una garanzia per tutti gli utenti, ma se proprio mettete sotto torchio l’autonomia sappiate che avete a disposizione una super ricarica rapida a 90W che in soli 35 minuti carica il device del 100% e poi a livello software trovate tante modalità per prolungare la vostra giornata di lavoro, ad esempio quella d’Ibernazione che anche con solo l’1% di carica della batteria, permette allo smartphone di funzionare in standby per 2,5 ore ed effettuare una chiamata di 33 minuti.



DISPLAY
Super soddisfacente il display, un unità FLOW Amoled da 6,67″ pollici CrystalRes 1.5K (risoluzione 2712 x 1220 pixel) con refresh rate che arriva a 120 Hz e un PWM dimming a 1920 Hz. Le cornici ridottissime fanno sembrare questo display ancora più grande, peraltro troviamo una protezione da parte di vetro Corning Gorilla Glass Victus. Luminosissimo, con un picco di 2400 nits, valori che sappiamo non sono reali proprio perché si riferiscono ad un picco e non di tutto il display, ma posso garantirvi che sotto luce diretta del sole questo display ci offre un’ottima leggibilità dei contenuti a schermo. Il pannello di Poco F6 è super definito e vedere contenuti multimediali su questo display è davvero una goduria. Possiamo contare a livello software su miglioramenti HDR AI e sulla funzione super risoluzione che in un certo senso metteranno un po’ sotto torchio la CPU, ma i video si vedranno davvero in maniera favolosa. Troviamo poi il supporto Widevine L1, HDR10+, profilo colore DCI-P3 100% e tripla certificazione TÜV. Presente l’AOD ma limitato a 10 secondi, potete però sbloccare l’intera funzionalità agendo nelle impostazioni sviluppatore.





SOFTWARE, AGGIORNAMENTI E CONNETTIVITA’
Poco F6 gira su base Android 14 e patch aggiornate a luglio 2024 mentre l’interfaccia grafica è affidata a HyperOS. L’azienda promette 3 anni di major update e 4 anni di patch di sicurezza con un rilascio circa ogni due o tre mesi. Non voglio addentrarmi tanto sul discorso software perché l’HyperOS è praticamente una copia di MIUI che sotto alcuni aspetti regala una maggior fluidità ma sotto altri punti di vista invece abbiamo qualche “incertezza”. Nel complesso posso dire che il software è sempre fluido e stabile mentre l’unica forte critica che mi sento di fare è la presenza dei tanti bloatware preinstallati. Per gli amanti della personalizzazione potete farlo in ogni minimo termine, anche grafico sfruttando i vari temi, sfondi, font etc.. Sempre a livello software poi troviamo alcune chicche, come la funzione di percezione visiva attiva che praticamente mantiene acceso il display mentre lo fissate.






buona anche la connettività che su Poco F6 si compone di WiFi 6, modulo SIM Dual 5G, GPS, Bluetooth 5.4 e NFC per i pagamenti. Come detto poco fa, non troviamo E-SIM e manca anche la radio FM. Funzionamento garantito con Android Auto.


PRESTAZIONI FOTO E VIDEO
Altra sorpresa di questo Poco F6 è il comparto fotografico che permette di giorno foto paragonabili ai vari top di gamma. Qui abbiamo un sensore primario da 50 MP, il Sony IMX882, f/1.59 che ci regala degli ottimi dettagli ed una resa dei colori naturali oltre ad una messa a fuoco decisamente precisa. Un pò di limiti vengono fuori durante la notte per via del sensore e del software ma nulla di drammatico, anche perché qui in soccorso viene la GCam, installabile con un semplice sfruttando le sue ottimizzazioni che di fatto vi regalano foto e video ancor più di qualità rispetto al software di base. Dicevo però che di giorno gli scatti sono al di sopra di ogni aspettativa, complice l’algoritmo RAW integrato che assicura capolavori con contrasti più ricchi, dettagli più definiti e ritratti ancora più nitidi. Mi ha stupito anche la rapidità di scatto, utile per immortalare l’attimo fuggente.













































Altra sorpresa è stato il sensore selfie da 20 MP, l’OmniVision OV20B f/2.2, che offre un ottimo incarnato e soprattutto un ottimo effetto sfocato naturale. Abbiamo poi la possibilità di girare con la camera selfie dei video stabilizzati a 1080p 60 FPS mentre con la camera principale riusciamo addirittura a girare video in 4K 60 FPS e HDR10+, con una gamma dinamica più elevata per una presentazione più realistica di dettagli luminosi e ombre, decisamente stabilizzati. Un pelino più deludente è la camera ultra wide che adotta un sensore Sony IMX355, in quanto la resa finale risulta leggermente meno luminosa e con colori poco reali.
CONCLUSIONI E PREZZI
Poco F6 è uno smartphone che vi stra-consiglio spassionatamente perché con lui non rimpiangerete decisamente l’acquisto e soprattutto i soldi sborsati per lui sono davvero ben spesi. Vi portate a casa uno smartphone con una buona autonomia, un’ottima costruzione, ottime performance quotidiane ma anche per quel che riguarda il comparto fotografico. Insomma uno smartphone tutto fare che a livello software è garantito per diversi anni e quindi per almeno 3/4 anni sarete sicuramente al sicuro e poi male che vada se proprio non arriveranno gli aggiornamenti ufficiali, in genere gli smartphone del brand sono sempre seguiti da una community di appassionati, i quali rilasciano delle Custom ROM ad hoc che spesso migliorano ancora di più le performance del dispositivo stesso. Non fatevelo scappare prima che lui si alzi di listino. Al momento il prezzo più basso da cui partire è inferiore ai 290 euro, un prezzo fuori di testa.






