
Ti sarà di sicuro capitato di non trovare le chiavi di casa, il portafoglio o peggio ancora di aver smarrito una valigia in aeroporto oppure il tuo fido amico a 4 zampe. Colti dal panico? Beh è normale considerando che quest’esperienza può rovinare una giornata intera o l’inizio di un viaggio, ma fortunatamente la tecnologia ci viene in soccorso con una soluzione tanto semplice quanto geniale: il Local Tag, un gadget poco più grande di una moneta da 2 euro che fino ad ora era un’esclusiva dell’ecosistema Apple con i suoi AirTag, ma finalmente l’attesa è finita ed oggi voglio proprio parlarvi dell’AirTag per Android, economico e soprattutto che funziona davvero.
Faccio una piccola premessa: il mondo Android ha a disposizione una propria rete potente e capillare, progettata per ritrovare non solo piccoli oggetti, ma anche dispositivi più complessi come tablet, cuffie e persino lo stesso smartphone. In pratica il localizzatore di cui vi parlo oggi sfrutta una tecnologia sofisticata ma di facile utilizzo, trasformando ogni smartphone Android in un potenziale segugio digitale. Il concetto alla base è quello di una rete crowdsourced: un ecosistema collaborativo in cui milioni di dispositivi Android, in modo totalmente anonimo e sicuro, contribuiscono a creare una mappa virtuale per localizzare i tuoi oggetti smarriti.




Non si tratta di un sistema GPS tradizionale, che inevitabilmente aumenterebbe i costi finali del prodotto e ridurrebbe significativamente la durata della batteria, ma il tutto si bassa sulla connettività Bluetooth e nella collettività della rete di smartphone Android, ancor più potenziata quando andremo a contrassegnare un oggetto come smarrito. In sostanza quando un qualsiasi dispositivo Android passa nelle vicinanze del tuo Local Tag, ne rileva la posizione e la comunica in modo criptato e sicuro solo a te, il proprietario.





Non saprei dirvi se il Local Tag che ho testato sia dotato di certificazione IP67, il che lo renderebbe resistente contro polvere e immersioni temporanee ma posso dirvi che è dotato di una batteria in grado di garantire tra gli 8 e i 10 mesi di autonomia. Proprio come l’AirTag originale di Apple, la batteria è una comune CR2032, facilmente reperibile in ogni dove. In confezione trovate un comodo strumento a forma di plettro, per aprire il localizzatore e sostituire la batteria, oltre ad un laccetto per attaccare il prodotto ad esempio ad uno spallaccio di uno zaino. Il design non ricorda quello degli AirTag di Apple, distinguendosi per una forma a rombo e dimensioni leggermente più grandi che quindi non lo rendono compatibile con gli accessori di terze parti dedicati al rivale di Cupertino. Nella parte alta è comunque dotato di un foro che permette di agganciarlo direttamente ad un portachiavi, senza bisogno di custodie.


Per quanto riguarda design e qualità costruttiva, non c’è molto da raccontare: il Local Tag è un piccolo rombo in plastica dal peso contenuto in soli 7 grammi. Sul profilo superiore troviamo poi un pulsante per accendere e spegnere il dispositivo e questa differenza rispetto l’AirTag di Apple l’apprezzo, non solo perchè all’occorrenza possiamo aumentare l’autonomia ma possiamo scegliere noi in termini di privacy se tracciare sempre oppure disattivare a piacimento. All’interno, dove troviamo la batteria e il modulo Bluetooth, c’è un cicalino che consente di far suonare il tag e ritrovarlo facilmente quando si trova nelle vicinanze.

Nelle impostazioni di Find Hub, l’utente può scegliere di attivare la localizzazione offline dei dispositivi scegliendo tra 4 voci:
off: (Find Hub funzionerà solo per i dispositivi online, come smartphone o smartwatch con LTE)
senza rete: non si collaborerà alla rete Find Hub con il proprio device ma non si potrà nemmeno sfruttare per localizzare i tracker o altri dispositivi smarriti.
con la rete, soltanto in luoghi affollati: la collaborazione con la rete e la localizzazione dei propri dispositivi avviene solo in luoghi affollati, per cui la posizione deve essere confermata da più dispositivi contemporaneamente
con la rete, ovunque: la collaborazione con la rete e la localizzazione dei propri dispositivi avverrà ovunque, indipendentemente dal numero di dispositivi che confermano la posizione contemporaneamente.

Il buono o meno buono funzionamento di Find Hub può dunque dipendere fortemente dalla scelta effettuata dall’utente, in particolare disattivando la localizzazione “ovunque”, non ci si potrà aspettare di rilevare il proprio tracker sempre, ma solo all’interno di centri commerciali, strade molto trafficate, aeroporti, stazioni e così via, ma non sicuramente nelle abitazioni private o in luoghi isolati. Ad ogni modo è un tracker semplice ma funzionale e perfettamente efficace nel suo obiettivo principale: trovare ciò che si perde.
Nei miei test ho infatti sempre rintracciato con precisione l’oggetto o la persona che stavo tracciando. Considerando il basso costo del prodotto, la consiglio davvero come vera alternativa all’AirTag per Android.






