
L’azienda CUBOT ha voluto intraprendere una strada decisamente favorevole all’utenza, ovvero presentare uno smartphone assolutamente economico, ma dotato di una caratteristica che in genere non si vede su questa fascia di prezzo, promettendo un rapporto qualità / prezzo senza eguali. Noi abbiamo provato a fondo il nuovo CUBOT A20 ed ora possiamo raccontarvi come va e se vale la pena di puntare su di lui nella fascia entry level del mercato.
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UNBOXING
L’esperienza di unboxing è piuttosto appagante in quanto completo per partire ad utilizzare il proprio acquisto sin dal primo minuto. Andando oltre queste affermazioni, all’interno del box di vendita troviamo la seguente dotazione:
- CUBOT A20;
- Pellicola in plastica pre-applicata al display;
- Pellicola in vetro temperato a protezione del display;
- Alimentatore da parete, con presa europea ed output max da 5V – 2A / 10W ;
- Cavo per ricarica e trasferimento dati Type-C;
- Spilletta per la rimozione del vassoio SIM;
- Cover morbida trasparente in TPU con bordi rinforzati;
- Guida rapida e manuale di garanzia.





COSTRUZIONE E AUTONOMIA
CUBOT A20 è uno smartphone economico anche se in parte cerca di nasconderlo offrendo una scocca realizzata in policarbonato con inserti in vetro, ma soprattutto volgendo lo sguardo al bump camera ci si rende conto di avere tra le mani un dispositivo decisamente unico nel suo genere e fascia d’appartenenza. Infatti sul posteriore ad accompagnare la doppia ottica e flash LED troviamo un piccolo display da 1.83″, risoluzione 240 x 284 pixel, che permetterà di sfruttare la camera posteriore per scatti selfie alla massima qualità, ma possiamo anche gestire la musica, visualizzare lo stato di carica della batteria e leggere notifiche oltre a poter rispondere alle chiamate in arrivo. Senza infamia e senza lode il trattamento oleofobico della scocca che in parte garantisce un effetto anti impronta, anche se in realtà queste vengono comunque impresse, mentre i profili hanno una lavorazione liscia ed opaca. Ad ogni modo il grip è garantito anche nell’utilizzo ad una singola mano, contando su misure pari a 169,35 x 77,8 x 9,55 mm per un peso di 214 grammi, questo giustificato dalla presenza di una capiente batteria da 5100 mAh, la quale supporta la ricarica a 10W. Disponibile in 3 colorazioni: Black, Pink, Blue.



Ormai l’ho menzionata e quindi vi parlo direttamente di autonomia, che è garantita sempre e comunque per più di un giorno. Personalmente sono riuscito ad arrivare anche ad oltre 7 ore di schermo attivo ed avere ancora una buona percentuale di batteria a disposizione. Ciò è senz’altro un punto a favore per CUBOT A20 che potrebbe rivelarsi la scelta migliore per tutti coloro che sono poco avvezzi nell’utilizzo dello smartphone, portandosi a casa interi giorni senza dover ricaricare. Tramite l’alimentatore in dotazione la ricarica completa avviene in circa 2 ore.



Tornando al posteriore, risulta assente il sensore per lo sblocco tramite impronte digitali, come ormai è abitudine da un pò di tempo a questa parte e quindi ci si aspetterebbe che questo sia alloggiato al di sotto del pulsante di accensione che troviamo sul profilo destro dello smartphone, al di sotto del bilanciere del volume. Così non è, una grave mancanza che rende poso sicuro lo smartphone nell’eventuale utilizzo di app bancarie e che probabilmente farà desistere eventuali utenti dall’acquisto. Possiamo quindi sbloccare il device unicamente con il classico PIN/Pattern oppure tramite Unlock Face, tecnologia che però risente molto dell’illuminazione ambientale, perdendo d’efficienza in situazioni poco favorevoli.

Sul profilo sinistro invece troviamo il vassoio delle SIM, che può ospitare ben 2 SIM in formato nano con connessione 4G su entrambi gli slot oppure una scheda SIM e una micro SD per espandere la memoria interna (supporto massimo 1TB), rinunciando alla funzionalità del Dual SIM. Non è presente peraltro l’eSIM. Per quel che concerne la connettività non sono riuscito mai ad agganciare il segnale 4G+ ma solo il tradizionale LTE, con velocità di picco che non superano i 60 Mbps, più che soddisfacenti comunque nella navigazione internet, download ed altro.


Sul frame superiore non troviamo nulla, nè secondo microfono per la riduzione del rumore in chiamata nè il jack da 3,5 mm per auricolari, mentre specularmente troviamo il microfono principale, l’ingresso Type-C con supporto OTG ma niente uscita video e lo speaker di tipo mono. Niente suono stereo, ma nel complesso l’esperienza d’ascolto di serie TV, video e musica in generale è risultata non deludente, al netto di frequenza basse non particolarmente presenti ed un volume d’ascolto massimo abbastanza generoso.


Purtroppo l’azienda non ha investito particolarmente nella cura dei dettagli ed è infatti ben visibile una striscia di plastica che separa il display dalla back cover, che corre lungo tutto il perimetro dello smartphone, ma soprattutto la pellicola in plastica di protezione al display, preapplicata dall’azienda è risultata di scarso valore, ma per fortuna possiamo sostituirla con quella in vetro già in dotazione.

DISPLAY
Passando quindi al frontale del device, ci troviamo al cospetto di uno schermo da 6,745 pollici di natura IPS e risoluzione HD+ (720 x 1600 pixel), 270 ppi, protetto da un vetro Panda Glass e refresh rate a 90 Hz. CUBOT A20 offre la possibilità a livello software di calibrare contrasto e temperatura colore, ma anche di utilizzare la modalità scura, modalità lettura e modalità notte ed una funzione specifica per il miglioramento della visualizzazione dei video. Non parliamo di un display che stupisce, ma dal punto di vista della resa cromatica, non posso lamentarmi, con un’immersività di visione garantita ed appagante. Purtroppo manca la certificazione dei DRM Widevine L1 che ci permetterebbe di visualizzare contenuti in HD su piattaforme di streaming, come Netflix, oltre all’assenza del supporto a contenuti HDR. Lo schermo non può essere acceso tramite doppio tap ma tramite sollevamento del telefono stesso. Assente un LED di notifica.



Ad ogni modo il touch screen è risultato sempre piuttosto fluido, mentre nella cornice superiore troviamo la capsula auricolare ed i sensori di prossimità e luminosità, quest’ultimo risultato forse un po’ troppo conservativo, mentre al di sotto abbiamo la presenza di un notch a goccia che incorpora la camera selfie. Anche la visione in condizione di luce diretta, risulta buona, d’altronde parliamo di un IPS il cui difetto è quello di soffrire di sbavature cromatiche con forti inclinazioni del display. Il sensore di prossimità invece è fisico e non virtuale, facendo scuola ai tanti device targati Redmi, Xiaomi e POCO, evitando quindi che nell’ascolto di note vocali e/o chiamate la nostra guancia tocchi involontariamente comandi a caso.


HARDWARE E PRESTAZIONI
Invece con somma sorpresa non troviamo alcun tipo di sbavatura sul CUBOT A20 quando ci addentriamo sul tema delle prestazioni, garantite (nel bene e nel male) da un processore UNISOC T616, soluzione octacore con struttura ARM Cortex-A75 x 2 core e ARM Cortex-A55 x 6 core con clock massimo a 1.95 GHz e processo produttivo a 12nm, a cui si affianca la GPU ARM Mali-G57. La RAM si avvale dell’unico taglio disponibile di 4 GB di tipo LPDDR4X, espandibile in modo virtuale di ulteriori 8 GB, il minimo sindacabile ormai anche sugli entry level, mentre lo storage nel nostro caso è da 128 GB di tipo UFS 2.1. Una combinazione hardware che permette a questo entry level di raggiungere un punteggio di 308541 punti sul noto benchmark AnTuTu.



Una combinazione hardware che potrebbe far storcere il naso su carta, ma che in ambito quotidiano convince a voti pieni anzi si va ben oltre potendo gestire anche il gaming, con titoli di ultima generazione, rinunciando a qualche dettaglio grafico ma con una costante di frame rate e soprattutto senza incorrere in rallentamenti o surriscaldamenti. CUBOT A20 non è adatto quindi a chi è solito utilizzare lo smartphone in modo frenetico, ma c’è pero da dire che questo CUBOT A20 non ravvisa lag o impuntamenti, offrendo una buona esperienza d’utilizzo in ogni circostanza.


SOFTWARE E CONNETTIVITA’
Stesse considerazioni potremmo farle per il software, aggiornato ad Android 14 con patch di luglio 2024, ma probabilmente questa situazione sarà per sempre. Dovete mettere a conto che con buona probabilità il telefono non verrà mai aggiornato, se non per qualche rara eccezione nel rilascio di patch, se siete fortunati. A parte ciò quello che non mi ha convinto è la presenza della richiesta dei permessi nell’utilizzo del dialer telefonico da parte dell’app nativa della fotocamera. Ad ogni modo non troviamo applicazioni replicate e l’interfaccia è praticamente stock, quindi facile da utilizzare per chiunque. Altra stranezza da segnalare è che l’app Instagram dal Play Store risulta incompatibile con il telefono, pertanto dovrete procedere con l’installazione dell’app tramite APK, scaricabile da fonti terze.




Per quel che concerne invece la connettività, CUBOT A20 si avvale di un modulo WiFi dual band, Bluetooth 5.0, GPS con aggancio anche dei satelliti Galileo ma manca la Radio FM e soprattutto la presenza del sensore NFC che avrebbe fatto davvero la differenza.


FOTO E VIDEO
Un aspetto dove sicuramente non sarete sorpresi ma nemmeno troppo delusi è il comparto fotografico e relativa resa anche in ambito video. Parliamo di 2 ottiche sul posteriore, di cui quella principale con sensore da 48 MP con apertura f/1.79 che si avvale di Pixel Binning 4 in 1 e dotato di autofocus PDAF, mentre l’altro sensore è più una mossa di marketing che reale utilità, in quanto trattasi di un modulo da 0.3 MP che svolge la funzione di sensore ausiliario per la raccolta e calcolo della profondità di campo.










I video possono essere girati al massimo di una risoluzione a 1080p 30fps, ma l’assenza di qualsiasi forma di stabilizzazione, sia ottica che digitale, si fa particolarmente notare, considerando un risultato notevolmente mosso. Anche per le foto, per una buona resa, occorre avere mano piuttosto ferma, ma nel complesso la gestione dei colori convince almeno per gli scatti diurni. In condizioni di scarsa illuminazione, abbiamo una forte dominante di rumore digitale con colori impastati tra loro. Purtroppo manca una lente ultrawide, che avrebbe almeno offerto un contentino, ma devo invece promuovere l’effetto bokeh, molto migliore di tanti altri smartphone in circolazione. Non salvano quindi dai risultati insufficienti o a malapena sufficienti, la presenza di una modalità notte e dell’HDR automatico.




















Stesse considerazioni vanno fatte per la camera selfie, un’unità da 16 MP con apertura f/2.45, la quale non riesce ad andare oltre gli scatti condivisibili sui social, ma scordatevi di postare autoscatti notturni, in quanto non servirà a nulla il flash LED virtuale dello schermo.










CONCLUSIONI
CUBOT A20 ha un prezzo decisamente appetibile, al di sotto dei 100 euro, ideale non solo come secondo telefono, il cosiddetto muletto, ma anche per quelle persone che cercano uno smartphone “tuttofare”, affidabile nelle prestazioni e piuttosto fluido, senza avere pretese da gaming phone. Certo l’assenza di una sicurezza legata allo sblocco tramite impronte pesa parecchio nel giudizio finale, ma nel complesso parliamo di uno smartphone entry level che offre un’autonomia esagerata e come segno distintivo quello di avere un display secondario con tante funzioni a corredo.






